Con il procedere della pandemia causata dal coronavirus, si è sempre di più sottolineata la necessità di mantenere dei comportamenti adeguati con il fine di proteggere se stessi e gli altri.

Il rispetto delle regole e l’igiene personale sono fondamentali per contenere i contagi e per difenderci, in attesa di cure e di un vaccino.

Ma quali sono le regole da rispettare per difendersi dal coronavirus? Quali sono gli strumenti che abbiamo per difenderci? Come possiamo tenere sotto controllo i sintomi, in caso di contagio?

A tutte queste domande cercheremo di dare una risposta in questa guida.

 

Come difendersi dal coronavirus: l’utilizzo delle mascherine

Ormai ce lo hanno detto in tutti i modi possibili e immaginabili: l’utilizzo di una mascherina è importantissimo per difendersi dal coronavirus.

Resta però ancora molta incertezza sul tipo di mascherina da utilizzare come dispositivo di protezione personale.

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

Esistono diversi tipi di mascherine, tra cui:

·        Mascherine chirurgiche

·        Mascherine FFP1, FFP2 e FFP3

·        Mascherine di stoffa

Le mascherine chirurgiche e quelle di stoffa sono definite anche “di comunità” per un motivo specifico: il loro potere di protezione è alto soltanto se la indossiamo tutti.

Hanno infatti un potere filtrante solo dall’interno verso l’esterno, quindi saremo solo noi che le indossiamo, a proteggere gli altri dalle nostre eventuali goccioline di saliva infetta.

Se, in sostanza, indossiamo una mascherina chirurgica ma ci troviamo in un contesto affollato in cui molti non la portano, questa non ci garantirà di non essere contagiati.

Stesso discorso viene fatto per le mascherine di stoffa che, tra l’altro, hanno anche un potere difensivo minore se non sono provviste di un filtro adeguato da utilizzare nello spazio dedicato all’interno.

Molti, infatti, nemmeno sanno che l’apertura interna presente nelle mascherine di stoffa, serve proprio a tale scopo.

Detto questo, le uniche mascherine che ci permettono una reale protezione contro il coronavirus, sono le tanto nominate FFP, che hanno un diverso potere filtrante in base alla differente tipologia, ovvero:

·        Mascherine FFP1: 72% di capacità filtrante

·        Mascherine FFP2: 92% di capacità filtrante

·        Mascherine FFP3: 98% di capacità filtrante

Le mascherine FFP sono quindi le uniche che permettono realmente di proteggere da una contaminazione esterna.

Quindi, le mascherine chirurgiche e quelle di stoffa, possono essere usate in contesti in cui è garantito l’uso collettivo delle mascherine, quelle FFP possono essere usate sempre, ma soprattutto nei casi in cui si ha bisogno di una protezione maggiore.

Per approfondire l’argomento delle mascherine, vi rimandiamo a un altro post di questo blog: Mascherine chirurgiche o mascherine di stoffa?

Su Creastore trovare una sezione dedicata a tutte le mascherine di cui avete bisogno.

 mascherina FFPP

Difendersi dal coronavirus: le mascherine vanno indossate anche in casa?

L’uso della mascherina non è previsto nei contesti familiari, anche perché un utilizzo costante potrebbe avere effetti dannosi per la salute.

Ovviamente, se rispettiamo le regole di comunità, non avremo bisogno di difenderci anche all’interno delle nostre abitazioni.

Un altro tipo di discorso, però, va fatto nei confronti di anziani e di soggetti a rischio.

Qualora doveste avere contatti con queste categorie, è necessario indossare la mascherina anche in loro presenza, se frequentate contesti lavorativi o sociali in cui la possibilità di contagio è alta.

Se non la indossate, cercate comunque di mantenere la distanza di sicurezza e di evitare slanci affettivi e baci, perché è risaputo che, negli anziani e nei soggetti a rischio, il coronavirus si manifesta con sintomi più importanti.

In questi casi, quindi, bisogna tutelare innanzitutto loro.

 

I gel disinfettanti sono necessari per difendersi dal coronavirus?

Ci è stato detto e ridetto: l’igiene personale è forse la prima arma per difenderci dal coronavirus.

Lavarsi le mani ripetutamente, soprattutto dopo avere toccato oggetti e superfici potenzialmente infetti (bamconote, bancomat, cellulari, appoggi sui mezzi di trasporto ecc.) è una delle prime regole da rispettare.

In questi casi, in mancanza di acqua e sapone, ci vengono in aiuto i gel disinfettanti con una buona percentuale di alcol o di altre sostanze antibatteriche.

Quindi, sì: i gel disinfettanti sono assolutamente utili per difendersi dal coronavirus.

 

I guanti servono per difendersi dal coronavirus?

Sui guanti è ancora accesa la querelle: c’è chi li ritiene fondamentali per difendersi dal coronavirus e c’è chi, al contrario, li ritiene inutili o addirittura dannosi.

La verità, come sempre, sta nel mezzo, nel senso che se i guanti non vanno usati nel modo corretto, non servono a nulla e potrebbero anche essere tramite di contagio.

Per difendere dal coronavirus, i guanti devono essere monouso e gettati immediatamente dopo il loro utilizzo.

Sono per esempio utilissimi da usare quando siete in metro o a fare la spesa al supermercato, dove toccate oggetti e superfici potenzialmente pericolosi.

Una volta terminata la corsa in metro o la spesa al supermercato, però, dovete levarli e disinfettare immediatamente le mani.

Chi li utilizza per molte ore al giorno e poi magari tocca il proprio telefono o si gratta il naso senza toglierli, sta solo permettendo che, se presente, il virus possa contagiarlo.

Su Creatore trovate anche guanti monouso da utilizzare nelle situazioni che lo richiedono.

 

In caso di contagio da coronavirus, come possiamo tenere sotto controllo i sintomi?

Solo i contagiati con sintomi importanti dovuti al COVID-19 necessitano di cure ospedaliere.

Tutti gli altri, per fortuna, possono curarsi tranquillamente da casa con terapie prescritte dal proprio medico di famiglia.

Tuttavia, ognuno di noi è più tranquillo se può riuscire a monitorare i sintomi relativi al COVID-19, così da intervenire tempestivamente in caso di aggravamento della malattia.

I sintomi da tenere sotto controllo, oltre alla febbre che va misurata con un termometro e che tutti quanti abbiamo in casa, sono la saturazione dell’ossigeno e il battito cardiaco.

Per monitorare questi ultimi, dobbiamo munirci di un saturimetro e di un cardiofrequenzimentro.

Il saturimetro ci serve per intervenire nel caso in cui la saturazione dell’ossigeno scenda al di sotto di 94.

Talvolta, infatti, in situazioni di riposo non siamo in grado di capire se siamo in dispnea o in affanno, e quando ce ne accorgiamo la situazione potrebbe già essere in avanzato peggioramento.

Intervenendo tempestivamente, invece, potremmo permettere a questa di ristabilizzarsi in breve tempo, grazie alla riformulazione di terapie mediche adeguate alla nuova situazione.

Potete trovare i saturimetri nella sezione dedicata alla prevenzione COVID-19 su Creastore.

Il cardiofrequenzimetro è uno strumento che rileva i battiti cardiaci che, associati a situazioni di affanno e dispnea, possono segnalare un peggioramento delle condizioni in caso di COVID-19.

In generale, in una situazione di riposo, i battiti cardiaci di un uomo dovrebbero attestarsi sui 70 bpm e quelli di una donna sui 75 bpm.

Al di sotto di questi valori, la situazione dovrebbe essere attenzionata dal proprio medico di famiglia, che deciderà se e come intervenire.

In commercio esistono orologi da polso con cardiofrequenzimetro che vi permettono di tenere sotto controllo la frequenza cardiaca.

Anche gli orologi con cardiofrequenzimetro sono disponibili su Creastore.